Suoli

San LorenzoBreve sintesi sulla natura dei Suoli Aziendali

Mappa Geologica

Sotto il profilo geologico l’Azienda agricola SanLorenzo è caratterizzata dall’affioramento della Formazione di Santa Fiora di età compresa fra il Cretaceo superiore e l’Eocene inferiore (circa 40 milioni di anni fà). Si tratta di alternanza di strati di argilliti (galestro) di colore grigio nocciola talvolta verde o sfumato in rosso, con strati lapidei decimetrici di calcareniti e calcari fini di colore grigio. Questi terreni, in seguito ai processi pedogenetici, formano dei suoli di medio impasto ricchi di scheletro ma allo stesso tempo dotati di frazione terrigena argillosa. Sono suoli poco profondi (50-70 cm) che si presentano ricchi di elementi lapidei immersi in una matrice argilloso sabbiosa; la componente calcarea è elevata e il drenaggio moderato.
Questi suoli, in agricoltura, hanno generalmente un uso limitato a causa del rischio di erosione in ambiente collinare e soprattutto per illimitato spessore con la presenza di scheletro abbondante e di pietrosità superficiale anche se la matrice, ricca in argilla, ha un’alta capacità di trattenimento delle acque di infiltrazione.

`` Queste caratteristiche che risultano ostili alla maggior parte delle coltivazioni in realtà esaltano la qualità nella produzione di uve ``

Il Terreno

Il terreno su cui si trovano vigneti influisce nel determinarne l’originalità e la tipicità del vino prodotto in concomitanza ad altri fattori fra cui la varietà Sangiovese particolarmente adatta a questi suoli, il microclima di alta collina con il suo particolare regime delle temperature e precipitazioni meteoriche. A questi elementi si aggiunge l’altitudine e l’esposizione dei vigneti che si trovano su versanti aperti verso sud. I terreni aziendali sono perlopiù “poveri” nel senso che sono caratterizzati da suoli poco profondi non molto fertili che tendono a disidratarsi attenuando la vigoria della pianta nel periodo della maturazione e consentendo un maggior deposito di zuccheri e altri componenti organici nelle bacche a scapito dell’attività vegetativa. Questo stato di stress idrico, se non troppo accentuato, migliora la qualità del prodotto.

In questi suoli gli apparati radicali penetrano attraverso le fratturazioni della roccia e si spingono in profondità per limitare lo stress idrico della viteanche se lo strato superficiale si asciuga rapidamente. La presenza di intercalazioni di argilloscisti dotati di un buon grado di assorbimento favorisce la riserva idrica necessaria alla sopravvivenza della vite. Inoltre l’elevato contenuto di calcare influenza la colorazione del vino, la struttura, l’intensità dei profumi e un maggior contenuto di polifenoli: il vino risulta ben strutturato e con colorazione intensa.

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