Le Origini

Dalla terra di Bramante al vino di Luciano

 

 

Molti uomini passano la vita alla ricerca di qualcosa che dia un senso alla propria esistenza: per Renzo, nonno di Bramante, questo senso era la terra. Nella notte in cui cadono le stelle, dopo aver espresso un desiderio che si tramanda ancora oggi di padre in figlio, Renzo donò la terra, che con tanta fatica aveva conquistato, a Bramante il quale volle darle il nome di Sanlorenzo.
Bramante allargò i confini di quella terra coperta da selve secolari, e con le proprie mani e il sudore della fronte, dette vita agli uliveti e a quelle che sarebbero diventate i gioielli di Sanlorenzo, le quattro Principesse, ovvero le vigne del podere, quelle che adesso producono l’uva per due dei vini più conosciuti e rinomati al mondo: il Rosso e il Brunello di Montalcino. E’ così che nasce Sanlorenzo, e nel suo nome è custodito prima di tutto, il senso di un uomo, l’amore per la famiglia e il rispetto per il lavoro.
Col tempo a Bramante si affiancò Paolo, che più tardi ne sposò la figlia, e credette come il suocero in quella terra, così dura da lavorare ma tanto generosa per la qualità dei frutti che riusciva a dare.
E dopo arrivò Luciano, il figlio di Paolo. Arrivò in punta di piedi, osservando il lavoro del nonno e del padre, acquisendo i loro valori, il loro bagaglio di esperienza e tutta la tradizione che portavano con sé. Ma a Luciano fare un buon vino non bastava: cercava l’eccellenza. Dette uno sguardo al mondo, si guardò bene intorno, guardò lontano verso l’orizzonte. Imparò che oltre al lavoro in vigna era necessario conoscere altre realtà, confrontarsi con altri uomini e, soprattutto, ricercare e sperimentare.
Così è nata e cresciuta Sanlorenzo, all’inizio soltanto il sogno di un uomo e poi, una realtà che si tramanda da cinque generazioni.